domenica 21 luglio 2013

La caccia non diminuisce ma fa aumentare il numero di cinghiali

Lo conferma uno studio scientifico svolto in Francia.

Uno studio scientifico di ricercatori francesi ha seguito per un periodo di 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali in un territorio del dipartimento Haute Marne, in cui sono sottoposti ad una caccia molto intensa, confrontandola con quella di un territorio con caccia poco intensa nei Pirenei.

E' risultato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando la caccia è intensa.

Inoltre quando la caccia è intensa la maturità sessuale viene raggiunta prima, a meno di un anno di età. Così i cinghiali raggiungono una maturità sessuale con un peso medio inferiore.

Invece, nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la moltiplicazione dei cinghiali è minore, e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi, con un peso medio più elevato. (S. Servanty et al., Journal of Animal Ecology, 2009)

Anche il prof. Josef H. Reichholf, che dirige la sezione dei vertebrati del Museo Statale Zoologico di Monaco di Baviera, ritiene che la caccia causi una più intensa moltiplicazione degli animali selvatici rispetto alle condizioni naturali.

Infatti, poiché la caccia ha luogo soprattutto in autunno ed in inverno, se in un territorio vengono uccisi molti animali, i sopravvissuti avranno una maggiore disponibilità di cibo. Gli animali meglio nutriti si riproducono prima, in primavera, e danno una discendenza più numerosa. (Suddeutsche Zeitung, 28 gennaio 2009)

I cinghiali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante, che va in estro una volta all'anno, guida il gruppo. Il cosiddetto "sincronismo di estro" fa sì che le altre femmine del gruppo siano feconde contemporaneamente. Inoltre essa trattiene i giovani ed impedisce in tal modo maggiori danni alle coltivazioni.

Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femmine diventano feconde più volte nell'anno e si riproducono in modo incontrollato.

Norbert Happ, noto conoscitore tedesco dei cinghiali, pur essendo cacciatore egli stesso, ammette: "L'aumentata riproduzione è causata dall'uomo".

Della moltiplicazione esplosiva dei cinghiali sono dunque responsabili gli stessi cacciatori. Norbert Happ scrive nella rivista venatoria "Wild und Hund" n. 23/2002 che "le relazioni sociali disordinate con estri non coordinati e le moltiplicazioni incontrollate sono da imputare esclusivamente all'esercizio della caccia".

Ennesima dimostrazione del fatto che la caccia non risolve alcun problema ecologico, anzi ne crea!

Naturalmente la moltiplicazione degli animali selvatici dipende anche dalla disponibilità di cibo. Ma quanto a lungo i cinghiali hanno a disposizione campi di mais? Sicuramente non più di un mese all'anno.

Invece i cacciatori mediante foraggiamento, legale o illegale, forniscono un cibo innaturale e contribuiscono così alla loro moltiplicazione. Solo nel Baden-Wurttemberg vengono sparsi ogni anno 4.000 tonnellate di mais, che corrispondono circa a 100 kg per cinghiale ucciso.

La conclusione è sempre la stessa: Gli animali selvatici hanno meccanismi di autoregolazione, in condizioni naturali; gli interventi umani, come quelli legati alla caccia, sono causa di squilibri.

Fonte:
Newsletter LAC (Lega per l'Abolizione della Caccia) del 19 ottobre 2011
http://www.abschaffung-der-jagd.de/



domenica 7 luglio 2013

Nasce ad Asti il comitato “Sì al Palio ma senza cavalli”

Si è costituito ad Asti il comitato interassociativo “Sì al Palio ma senza cavalli”. Al comitato hanno aderito le associazioni Lav, Oipa, Lida, Lac ed Una, con l’obiettivo di informare la popolazione su temi cardine come il maltrattamento degli animali durante la manifestazione, il danneggiamento dell’economia locale e i costi addebitati alla collettività, gli aspetti diseducativi riguardanti il rapporto essere umano/animale e il disturbo e lo stravolgimento della vita cittadina.
Tutto questo per ottenere come risultato finale l’abolizione della corsa dei cavalli e la sostituzione con spettacoli come il Palio di Lodi.
Il comitato è aperto all’adesione di altre realtà associative, che condividano lo stesso obiettivo e promuoverà iniziative sul territorio che interesseranno l’intera popolazione.