venerdì 6 luglio 2012

ALIMENTAZIONE CARNEA E IMPATTO SUGLI ECOSISTEMI ------ Nulla come l’alimentazione carnea contribuisce alla distruzione dell’ambiente

AMBIENTE

La superficie di un terreno grande 7 volte l’Europa viene utilizzata per produrre mangimi per gli animali d’allevamento corrispondente ad un quarto delle terre emerse, cioè il 70 % delle terre coltivabili in Occidente. Non c’è abbastanza terra per nutrire un popolo di carnivori. Se tutti mangiassero come gli americani solo un terzo dell’attuale popolazione mondiale potrebbe sfamarsi. Il bisogno di foraggio degli animali d’allevamento incoraggia le monoculture e l’uso indiscriminato di fertilizzanti e pesticidi. Le monoculture fanno perdere la biodiversità e predispongono il terreno alla desertificazione. Un ettaro di terreno può produrre in un anno 2500 kg di proteine vegetali oppure 200 kg di proteine animali. La quantità di alberi salvati ogni anno da un individuo vegetariano sono quelli che crescono su un terreno di 4.000 mq di foresta. Ogni hamburger equivale a 6 metri quadrati di alberi abbattuti e a 75 chili di gas. Ogni volta che addentiamo un hamburger si perdono venti o trenta specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, mammiferi e rettili. I cereali necessari per produrre un solo hamburger basterebbero a sfamare 40 bambini per un giorno. Dopo tre, al massimo cinque anni, il suolo calpestato e divorato da milioni di bovini (ogni capo libero ingurgita 400 chili di vegetazione al mese!) ed esposto a sole, piogge e vento, diventa sterile e i ruminanti si devono spostare dissacrando altri ettari di foresta. Ci vorranno da 200 a 1.000 anni perché quel terreno ritorni fertile. La principale causa di distruzione delle foreste pluviali è il consumo di carne in USA. I principali paesi colpiti dalla deforestazione sono quelli in cui si allevano più bovini a scopo alimentare. A causa della distruzione delle foreste pluviali 1.000 specie animali si estinguono ogni anno. Le foreste tropicali vengono abbattute ad un ritmo di 14 ettari al minuto: E’ come se ogni anno venissero rase al suolo 30 città come New York, Tokio, Londra e lasciassero all’addiaccio, senza negozi, farmacie ecc. i loro abitanti. Il 75% della foresta amazzonica è già stata distrutta a causa degli allevamenti di animali da macello. Secondo la FAO nel 1981 il 75% dei cereali importati dal 3° Mondo furono utilizzati per il bestiame. Su un terreno per una famiglia di cacciatori possono vivere 10 famiglie di pastori, 100 di contadini o 1.000 di vegetariani. Se tutti i terreni coltivabili fossero utilizzati per produrre prodotti vegetali si potrebbe sfamare una popolazione almeno 5 volte superiore all’attuale con la logica conseguenza che verrebbe abolita la fame nel mondo 

INQUINAMENTO
                                                                                                                                                     Le coltivazioni a foraggio, per gli animali dall’allevamento, sono trattate con pesticidi, diserbanti, fungicidi, insetticidi, erbicidi, fitofarmaci, che dall’animale passano nel metabolismo di chi consuma prodotti animali e derivati. L'allevamento richiede ingenti quantità di farmaci e sostanze chimiche: fertilizzanti, diserbanti, ormoni, antibiotici ecc. Ogni anno gli animali consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L’aria, la terra, i fiumi ed i mari sono contaminati dalle deiezioni degli animali i quali producono escrementi quanto 130 volte l’intero genere umano. I nitrati che contaminano il terreno e le acque nel corpo umano possono trasformarsi in nitriti, sostanze potenzialmente cancerogene. A causa dell’inquinamento il mare è in agonia, i ghiacciai si stanno sciogliendo, migliaia di laghi sono biologicamente morti ed altri stanno morendo. 100 milioni di tonnellate di metano viene prodotto ogni anno dagli animali d’allevamento che unitamente all’ammoniaca, derivante dagli escrementi e dagli scarichi delle concerie, causano: piogge acide, riduzione della biodiversità, erosione del terreno, effetto serra. Ogni giorno si scaricano nell’aria 40 milioni di metri cubi di anidride carbonica. Il biossido di carbonio generato per produrre una sola bistecca è pari alla quantità emessa da un’automobile per 40 km. Ogni giorno si scaricano nell’aria 40 milioni di metri cubi di anidride carbonica. Il 25% delle emissioni di anidride carbonica nel mondo viene dalla deforestazione. Ogni mucca ogni anno produce gas quanto un’automobile per 70.000 km. Danni all’ecosistema provenienti dall’immissione nell’atmosfera di metano e ammoniaca derivanti dagli escrementi di animali e dagli scarichi delle concerie che causano le piogge acide. Un allevamento di media grandezza produce 200 tonnellate di sterco al giorno che causa riduzione della biodiversità, erosione del terreno, effetto serra, contaminazione delle acque e dei terreni, piogge acide. Gli allevamenti sono responsabili dell’80-90% di emissioni di ammoniaca che provocano le piogge acide. Il biossido di carbonio generato per produrre una bistecca è pari alla quantità prodotta da un’automobile per 40 km. Ogni anno gli animali d’allevamento consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L'allevamento richiede ingenti quantità di sostanze chimiche tra fertilizzanti, diserbanti, ormoni, antibiotici: tutti prodotti dalle stesse multinazionali che detengono il monopolio dei semi usati per coltivare cereali e legumi destinati ad alimentare il bestiame.
DESERTIFICAZIONE E DEFORESTAZIONE,     
                                                                                                                                                          dovute alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute principalmente per essere adibite a pascolo, causano l’irrimediabile estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e la distruzione della biodiversità; La desertificazione minaccia un miliardo di persone in 100 paesi del mondo. Un quarto delle terre del pianeta è a rischio di erosione. Ogni anno si formano 6 milioni di ettari di nuovo deserto. Il 27% del territorio in Italia va incontro a siccità e a fenomeni erosivi. Il consumo procapite di carne richiede un uso costante di 1200 mq di terreno a persona.
CARENZA DI ACQUA POTABILE
Una persona su 5 nel mondo non dispone di acqua potabile. L’allevamento intensivo di animali necessita del 70% di acqua in più delle coltivazioni vegetali. Le sorgenti si stanno esaurendo a causa della eccessiva domanda rispetto alla loro capacità di rigenerarsi. Per produrre 1 kg di carne si consumano 50.000 litri di acqua mentre per produrre 1 kg di cereali sono sufficienti 200 litri di acqua. L’acqua che una persona onnivora consuma in un mese è sufficiente ad un vegetariano per un anno. Si risparmia più acqua rinunciando ad una bistecca che fare la doccia per un anno. L’allevamento intensivo sperpera 70% di acqua in più delle coltivazioni vegetali. Per produrre 1 kg di carne di manzo ci vogliono 100.000 litri di acqua e 9 litri di petrolio mentre per produrre un kg di cereali sono sufficienti 200 litri di acqua. L’acqua che consuma un manzo durante la sua vita farebbe galleggiare un sommergibile.L’acqua che una persona carnivora consuma in un mese è sufficiente ad un vegetariano per un anno. Ogni chilo di carne è prodotto a spese di una foresta bruciata, di un territorio eroso, di un campo isterilito, di un fiume disseccato, di milioni di tonnellate dì anidride carbonica e metano rilasciate nell'atmosfera"...Per un kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri di acqua, 200.000 se da allevamento estensivo; per un kg di pollo 3.500 litri di acqua; 2000 per la soia, 1900 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. Per produrre 5 kg di carne bovina si consuma tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da: 22 per le patate, 19 per il riso fino a 1-2 persone per il manzo e l’agnello.
ESAURIMENTO DELLE FONTI DI ENERGIA
                                                                                                                                                           Lindustria della carne in Occidente assorbe un terzo dell’intera energia disponibile esponendo i paesi industrializzati ad un probabile collasso funzionale. Ambiente ed economia sono legati dalle risorse della terra: se qualcuno consuma di più c'è qualcun’altro che è costretto a digiunare. Solo il 20% dell’energia totale utilizzata in agricoltura è destinata a produrre vegetali consumati dall’uomo, il restante 80% viene consumato dagli animali. Per produrre carne di maiale si consuma 15 volte più energia di quanto occorre per produrre frutta e verdura. Se tutti gli umani adottassero una dieta onnivora la durata delle riserve petrolifere mondiali sarebbero di 13 anni, mentre se si adottasse una dieta vegetariana la durata sarebbe di 260 anni. Un solo hamburger assorbe energia quanto una lampada che illumina una stanza per 100 ore. Occorrono 78 calorie di combustibile fossile per produrre una sola caloria di proteine della carne, mentre le calorie necessarie per produrre una caloria di proteina della soia sono soltanto 2. I soli bovini consumano proteine vegetali quanto il fabbisogno calorico di 7 miliardi di persone. Il costo di un chilo di proteina di frumento è di 6,6 dollari, mentre il costo di un chilo di una proteina di carne è di 67 dollari. Occorrono 21 kg di proteine animali per produrre 1 kg di proteine vegetali. Ogni anno bovini, suini e polli allevati per l’alimentazione umana consumano 145 milioni di tonnellate di cereali e soia, di questi solo 21 milioni di tonnellate si trasformano in cibo, il resto, 124 milioni di tonnellate, vanno perse. Le percentuali degli elementi nutritivi perduti a causa degli allevamenti sono: proteine: 90%; carboidrati: 99%; fibre: 100%. Un ettaro di terreno può produrre in un anno 2500 kg di proteine vegetali oppure 200 kg di proteine animali. La dieta carnea fa consumare 8-10 volte più sostanze di quella vegetariana. Se non ci fossero i vegetariani il patrimonio naturale subirebbe una minaccia mortale: l’adozione su vasta scala della dieta a base di carne porterebbe il pianeta ad una fine immediata. Le stalle degli allevamenti intensivi sono avide di energia. Per produrre carne di maiale si consuma 15 volte più energia di quanto occorre per produrre frutta e verdura. Se tutti gli umani adottassero una dieta carnivora la durata delle riserve petrolifere mondiali sarebbero di 13 anni, mentre se si adottasse una dieta vegetariana la durata sarebbe di 260 anni. Occorrono 78 calorie di combustibile fossile per produrre una sola caloria di proteine della carne mentre le calorie necessarie per produrre una caloria di proteina della soia sono 2. Se non esistessero i vegetariani nel mondo il patrimonio naturale subirebbe una minaccia mortale. L’adozione su vasta scala della dieta a base di carne potrebbe essere la fine immediata del pianeta: richiederebbe acqua, energia e cereali dei quali la terra non può disporre. Ambiente ed economia sono legati dalla quantità di risorse che la terra mette a disposizione di ciascun essere vivente. Se qualcuno consuma di più c'è un altro costretto a digiunare. Il deserto avanza al ritmo di 3500 kq l’anno (rapporto Onu sull’ambiente 2004). Si perdono 27.000 specie l’anno. All’inizio dell’era industriale se ne perdeva una ogni 10 anni, oggi una ogni 20 minuti. In Groenlandia negli ultimi 20 anni la temperatura è aumentata di 3 gradi e questo ha causato l’aumento di 3 mm del livello dei mari. Se non si inverte il processo nel 2060 tutti i ghiacci della Groenlandia saranno sciolti e questo causerà un innalzamento dei mari di 7 metri.. New York, Olanda, Londra, Venezia, Roma sarebbero invase dall’acqua. La pianura Padana si trasformerebbe in una palude.
L'ALLEVAMENTO DI ANIMALI DA CARNE COMPORTA UN INSOSTENIBILE SPRECO DI RISORSE NATURALI   
                                                                                                                                                                Su un ettaro di terra, nello stesso periodo di tempo, si possono produrre: 1.000 kg di ciliegie, 2.000 kg di fagiolini, 4.000 kg di mele, 6.000 kg di carote, 8.000 kg di patate, 10.000 kg di pomodori, 12.000 kg di sedano, oppure…50 kg di carne di manzo. Per produrre un solo kg di carne di manzo vengono consumati e distrutti: 50.000 litri di acqua, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta. Per una sola bistecca da 500 calorie un manzo ne deve assorbirne 5.000 dall’erba che ne ha 50.000: il 99% delle calorie vanno perdute. A questi bisogna aggiungere l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie dovute agli effetti della carne e dall’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, del buco nell’ozono, delle piogge acide, della desertificazione ecc.. A questi bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione del 70% delle terre dei contadini acquistate per pochi spiccioli dalle grosse banche e dalle multinazionali agroalimentari per destinarle a pascolo o a coltivazioni di monocolture. A questi bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali. Insomma un chilo di carne è prodotto a scapito di una foresta bruciata, di un territorio eroso, di un fiume disseccato, di un mare avvelenato, di milioni di tonnellate di inquinanti rilasciati nell’atmosfera.
  • 1 kg di manzo produce 36,2 kg di CO2: quanto produce un’automobile in 250 km.
  • Una mucca consuma derrate alimentari quanto 12 persone.
  • Le mucche, munte 3 volte al giorno, producono 60 litri di latte al giorno, 3 volte più che in passato; vengono uccise dopo 2 anni di vita perché impossibili da fecondare.
  • Dovrebbero mangiare erba e fieno, mangiano soia, grano, orzo, mais..
  • Il 75% di tutti gli antibiotici dell’industria utilizzati dalla zootecnia
  • Il 90% di tutta la soia e il 70% di tutto il maiS è consumato dagli animali
  • La pianura Padana è tra le cinque zone del pianeta più inquinate da ossido di azoto.
  • Se si dovesse pagare il vero prezzo della carne, del pesce o dei prodotti caseari, pochi potrebbero permettersi il lusso di mangiarli. L’industria agrozootecnica e ittica sta in piedi grazie agli enormi sussidi statali.

fonte: Associazione Vegetariana Animalista

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